Il GRUPPOERRE
nasce nel 2005 a Palermo
ed è composto dai pittori
Antonella Affronti e
Antonino G. Perricone
e dallo scultore
Totò Vitrano
GRUPPOERRE
 
 
Dichiarazione d'intenti

 
 


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Chi è l’artista oggi? Colui che è attivo quotidianamente sperimentando colori, segni, forme, composizioni elaborando un proprio linguaggio, una propria filosofia, rendendo visibile ciò che spesso è invisibile; o colui che impone un prodotto, frutto dell’apparire?
La più autorevole voce della odierna società è costituita dai mass-media che, raggiungendo molte famiglie su questo pianeta, è capace di sconvolgerne la mente e il cuore trasmettendo di delitti, stermini, catastrofi contrapposti ad individualismi ed effimere apparenze. Sono sempre più di moda reality e spettacoli in cui, più che la bravura dei protagonisti, vengono applauditi i litigi e le stravaganti piccinerie.
Non esiste meritocrazia, non esiste vero interesse per un serio progredire e pur essendo molto più colti che nel passato, la manipolazione intellettiva ha prodotto cinismo ed assenza di valori.
Bellezza e perfezione fisica si danno in pasto ai giovani per arrivare a mediocri vette di sola apparenza, generando la sofferenza e l’esclusione dei più; invidie e gelosie sono il trait-d’union che spinge all’individualismo per avere un “palcoscenico" spesso effimero e ridotto nel tempo.
Anche l’artista si muove entro i limiti della sola "rappresentazione" spesso è manager di se stesso, preferendo il binomio "finanza–investimento" ad "esperienza–idee".
Il denaro fa da padrone, oggi, più che mai. Siamo niente senza di esso; tu vali perché "hai" altrimenti sei nessuno… neanche in arte, che dovrebbe essere super partes. Poco importa la tua professionalità la tua esperienza, persino la tua genialità (se ne hai). Non serve imparare ancora e ancora e ancora a 20 anni come a 90 con fervente ostinazione.
Oggi si guarda all’apparenza e non alla sostanza. Si è artisti in quanto il tuo lavoro è visibile nel mondo e non basta internet, ci vogliono "persone" che lavorano per te…. Quindi… denaro per generare denaro. Abbiamo iniziato il nostro nuovo percorso artistico per pura sfida, supportata essenzialmente da profonda stima.
Abbiamo migliorato il nostro lavoro confrontandoci, elogiandoci, criticandoci e, dopo i 63 lavori che insieme abbiamo prodotto, continuiamo ad incontrarci perché crediamo ancora che l‘Arte sia il mezzo di comunicazione più valido e che per arrivare "all’opera assoluta" bisogna lavorare sempre con rabbia, autocritica, passione, emozione, ma anche con lucidità e tecnica.
Pertanto, conclusa la prima esperienza artistica che abbiamo individuato nel recupero antropomorfico dell’immagine, volutamente nuda nella sua esteriorità ma non nel suo concetto, a due anni dalla sua conclusione elaborativa, restiamo ancora in attesa di esporla al mondo culturale, per mancanza di quegli agganci che si pongono come ostacoli assoluti.
Forse noi apparteniamo agli "ultimi sognatori", forse siamo "gli ultimi sognatori", ma siamo altresì convinti che si può arrivare all’opera d’Arte perseverando con la ricerca che esca dalla mente, dalle mani, dal sudore, dallo studio, dall’emozione, dalle notti insonni e dalla tecnica.
La contemporaneità non è quasi mai stata pronta a stabilire come e quando un artista può definirsi tale ma, assenza di committenze, di amicizie "in alto loco", di possibilità finanziarie potrebbero seppellire artisti VERI.
"La vera Arte è sempre là ove non la si attende. Là ove nessuno pensa a lei, né pronuncia il suo nome" (Jean Dubuffet).
Consapevoli, lucidi, attenti alle correnti artistiche del presente e del passato crediamo ancora al nostro lavoro; perché siamo capaci di mutarne i contorni, capaci di metterci in discussione, capaci di ricercare ancora per ampliare contenuti ed effetti tecnici mai tralasciando impatti emotivi.
Non facciamo avanguardia, noi vogliamo che l’effimero che intride il nostro presente resti imprigionato nelle nostre opere, perché possa urlare al futuro tutta la sua vacuità.
"L’Arte è la menzogna che ci permette di conoscere la verità" (Pablo Picasso).
Forse siamo soltanto gli "ultimi". Vivendo in un’isola (la Sicilia) che è stata culla della civiltà, ma anche sede dei più grandi contrasti egemoni, e che oggi la si guarda soltanto come esportatrice di "marchi esecrabili". Siamo ultimi ….ultimi artisti che gridano inascoltati il loro messaggio contro il qualunquismo e la vanità, consapevoli che "le opere, come nei pozzi artesiani, salgono tanto più in alto quanto più a fondo la sofferenza ha scavato il cuore" (Marcel Proust). Qual è il nostro cammino? perché stiamo insieme? noi non abbiamo costruito "a tavolino" un percorso voluto e ricercato per essere presentato con sapienza; il nostro relazionarci nasce dal caso, continua per reciproca stima, si evolve per comune intento rappresentando, con le nostre opere, la nostra ritmica, variegata, frenetica, sconcertante, qualunquista, individualista ed effimera società.
Noi tre, o il GRUPPOERRE, siamo altresì convinti, che continuando ad intrecciare i nostri percorsi, nella continuità del pensiero, potremmo generare, nella nostra terra d’Arte, movimenti di idee ed intenti, esportando, come nel passato la Sicilia ha fatto, energie, correnti, e concetti; un sogno, una speranza, o la certezza che i nostri messaggi possano costituire nuova linfa per esplorare rinnovate tendenze.